L'intelligenza artificiale ci rende meno intelligenti?

02.07.2025

Ha fatto senz'altro discutere uno studio pubblicato pochi giorni fa dal Mit di Boston (Massachusetts Institute of Technology) guidato da N. Kosmyna, che ha confrontato con un elettroencefalogramma l'attività cerebrale di tre gruppi di volontari sottoposti a una prova.

In particolare, i soggetti selezionati e divisi in gruppi avrebbero dovuto scrivere un tema su argomenti di ordine generale. Il primo gruppo si sarebbe avvalso solo di carta e penna, senza possibilità di ausili digitali. Al secondo gruppo, invece, è stato concesso l'uso esclusivo dei motori di ricerca. Per concludere, al terzo gruppo è stato concesso l'utilizzo di ChatGPT per scrivere il tema.



I risultati

I risultati sono molto contrastanti e, per certi versi, anche prevedibili: coloro che si sono avvalsi dell'intelligenza artificiale hanno registrato una minore connessione tra le aree celebrali, di oltre il 50% inferiore rispetto a coloro che non hanno giovato di alcun ausilio. I volontari che hanno utilizzato i motori di ricerca si collocano in un punto intermedio, con una riduzione della connettività del cervello del 40% (in media). I partecipanti che hanno utilizzato ChatGPT hanno fatto registrare i risultati peggiori sia a livello linguistico che di punteggio e hanno mostrato molta meno familiarità con gli elaborati, mostrando difficoltà molto maggiori nel richiamare alla mente i concetti espressi nei testi consegnati (rispetto agli altri gruppi che, invece, hanno dovuto scrivere dei testi originali e ne hanno compreso il contenuto).

E' anche interessante notare come il gruppo che ha dovuto fare tutto da sé mostri una maggiore attivazione delle aree connesse con la creatività, mentre coloro che hanno fatto uso dei motori di ricerca mostrano un'elevata attività legata alla memoria e alla vista.



Una conferma definitiva?

E' d'obbligo sottolineare che questo test è stato effettuato su un campione ancora molto piccolo di partecipanti (54 volontari) e potrebbe non rispecchiare fedelmente gli effetti globali dell'utilizzo di intelligenza artificiale generativa. Tuttavia, questo studio ci fa riflettere sull'impatto che i vari ausili digitali possono avere, in particolare durante l'apprendimento e la formazione. Se gli strumenti all'avanguardia possono aiutarci a potenziare le conoscenze e le competenze già in nostro possesso, non devono fungere da ostacolo all'apprendimento, al pensiero e alla memoria, soprattutto delle nuove generazioni, liberando di fatto i giovanissimi dai loro incarichi e peggiorando le loro capacità in tal senso.


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